Ingegnarsi in cucina: quando non si ha il portauovo

 

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Da piccola adoravo le uova alla coque. Me le preparava mio papà, che era anche capace di tagliare in modo netto e preciso il “cappuccio” una volta che l’uovo era stato cotto e messo nell’apposito portauovo. Era di legno dipinto, comprato in Val Gardena. Non so che fine abbia fatto, quel che è certo è che in casa mia non ce ne sono di portauovo. Quindi ho dovuto ingegnarmi perché quando mi piglia la voglia di uova non mi ferma nessuno: ho usato un barattolino vuoto della salsa di rafano che avevo comprato per la fondue chinoise fatta a capodanno. Era PER-FET-TO. Sembrava fatto apposta. Così mi sono potuta gustare il mio bell’ovetto sodo che, per la cronaca, io cuocio in acqua bollente per esattamente 3 minuti e 15 secondi, e poi condisco con una spolverata di fleur de sel e una di pepe di Caienna.

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