Pad Thai col tofu

Ahhhh il cibo Thai. Lo adoro. E in questi giorni, come se non bastasse, il mio amico Andrea continua a parlarmi della Thailandia, di andare in Thailandia, di viaggi in Indocina… ha il mal d’Asia, e lo sta facendo venire anche a me. Ogni tanto (piuttosto spesso) vado su Expedia e guardo i voli per il Vietnam e la Thailandia, facendo finta di avere una data già in mente. Invece non ce l’ho. Ho solo questo tarlo, questo pensiero fisso, ‘sta cantilena in testa che mi ripete “Dai, parti, vai a Bangkok, vai a Saigon…”. Marzo? Aprile? Chissà. Per ora resta un’idea, ma mi sono promessa che il 2o13 sarà l’anno in cui, finalmente, me ne andrò a zonzo per il Sudest asiatico. Non si scappa.

Nel frattempo, per non sentire troppo il mal d’Asia, mi consolo con il cibo. Ed è una bella consolazione dato che il cibo thai e vietnamita sono i miei cibi etnici preferiti. Questo Pad Thai -il piatto di noodles più diffuso in Thailandia- è fatto col tofu, così lo possono mangiare anche i vegetariani. E a quelli che mi diranno che il tofu fa schifo rispondo: provatelo fatto così. Da solo fa senza dubbio ribrezzo dato che non ha sapore, ma marinandolo e condendolo diventa buono persino lui. Tutto merito delle magiche salse asiatiche!

Per 4 persone:

Per la salsa:

Mezzo bicchiere di salsa di soia (io uso quella con meno sodio, se no ci devo bere dietro 20 birre e già di birra ne bevo abbastanza)
2 cucchiai di aceto di mele
1 o 2 cucchiai di salsa piccante tipo Siracha (si compra nei supermercati cinesi/etnici)
1 cucchiaio di miele

Per i noodles:

1 cucchiaino di olio di semi
2 manciate di funghi tagliati sottili
2 zucchine tagliate a fiammifero
1 spicchio d’aglio
200 gr di tofu tagliato a cubetti
1 bicchiere di latte di cocco
4 cipollotti tagliati a fettine
Basilico fresco
1/2 tazza di noccioline tritate
200 gr di spaghetti di riso piuttosto larghi (Bahn Pho), lessati al dente
Fette di lime per servire

Per preparare la salsa mescolate i quattro ingredienti con una frusta. Metteteci a bagno il tofu, che così si insaporisce.

Prendete poi un wok (o una grossa padella) scaldate l’olio e aggiungete l’aglio, i funghi e le zucchine, cuocendoli per un paio di minuti. Aggiungete la salsa e il tofu, cuocete un minuto. Versate nella padella il latte di cocco e cuocete, mescolando, per altri 2 minuti. Aggiungete i cipollotti e gli spaghetti di riso già lessati. Mescolate bene per un minuto.
Dividete nei paitti, spolverate con le noccioline e guarnite con basilico e lime.

Serve with lime wedges.

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Risotto asparagi e aglio orsino

Rieccomi all’opera!  Non vi capita mai che vi manchi (e anche tanto) un buon pasto fatto in casa? A me capita in genere quando vado in vacanza. Per quanto io adori mangiare al ristorante, dopo un po’ mi stufo. Anche perché, regolarmente, inizio a pensare a come farei la stessa ricetta se fossi nella mia cucina.

Figuriamoci quindi mentre stavo trasolcando, stavo letteralmente impazzendo.

Ora che sono tornata in pista mi sto sbizzarrendo, cercando sempre di usare ingredienti di stagione e possibilmente locali. E così ho scoperto un nuovo ortaggio (o dovrei chiamarlo erba?) che mi piace moltissimo: l’aglio orsino. Prima di venire a vivere in Ticino non l’avevo mai visto e nemmeno mai sentito nominare. Quindi quando l’ho visto alla coop e la mia collega mi ha detto che è buonissimo per farci il risotto l’ho subito comprato. Poi, tornata in ufficio, ho guardato sulla mia amica Wikipedia cosa fossero esattamente le foglie che avevo acquistato. Ecco la spiegazione:

“L’Aglio orsino (Allium ursinum L.) è una pianta bulbosa, erbacea, perenne, eretta non molto alta, con fiori bianchi e foglie larghe, delicate e setose, dall’odore pungente di aglio appartenente alla famiglia delle Liliaceae come il tulipano, il giglio, il mughetto ed altre. La si può trovare nei nostri boschi a volte in popolamenti spesso massivi e fitti.”

Di cosa sa, dunque, questo aglio orsino? Come potrete immaginare, di aglio, anche se in maniera più “soft” del bulbo vero e proprio. Un po’ come l’erba cipollina, che sa di cipolla ma non troppo.

L’idea per questa ricetta me l’ha fatta venire la mia collega e amica Laura, che mi ha detto che in un ristorante vicino a Locarno fanno un risotto con l’aglio orsino che è la fin del mondo. Presto fatto, ho indagato un po’ su Google e ho messo insieme questa ricetta. Be’, è venuta una favola. Quindi eccolvela e buon appetito!

320 g di riso carnaroli

500 g di asparagi verdi

2 scalogni

1 bicchiere di vino bianco secco

1/2 confezione di formaggio tipo Philadelphia

2 mazzetti di aglio orsino

parmigiano grattugiato

olio

sale e pepe

brodo vegetale (fatto col dado va benissimo)

Lavate gli asparagi ed eliminate la parte più legnosa  in basso. Metteteli a bollire in abbondante brodo vegetale e cuoceteli al dente. Una volta cotti,toglieteli dal brodo, metteteli da parte e conservate il brodo.

Preparare intanto una a crema passando al mixer il formaggio Philadelphia insieme alle foglie di aglio orsino. Salate e pepate.

Tritate finemente gli scalogni. Fateli inbiondire in un po’ d’olio, aggiungete il riso e fatelo insaporire mescolando per qualche minuto. Annaffiate con il vino bianco e aggiungete man mano che occorre il brodo in cui avete cotto gli asparagi.

A fine cottura unite gli asparagi tagliati a pezzetti, la crema di formaggio e aglio orsino e  del parmigiano.

Torta salata con pomodori e pesto

ImageEccomi tornata dietro i fornelli. La casetta nuova finalmente ha l’aria di essere una casa vera e non l’appartamento di qualcun’altro. Non è ancora finita al 100%, mancano un po’ di quadri e cose del genere, ma per il resto è perfetta.

La cucina, poi, mi piace ancora di più del resto della casa. Ho un bel frigo grande, un forno a ventilazione che va a meraviglia e tantissimo spazio per piatti, bicchiere, pentole e cianfrusaglie varie. La cucina adatta a me. Così ho potuto trovare una casa per la macchina del pane, per quella del gelato e per la slow cooker. E ho ancora spazio da vendere per quelle che comprerò in futuro 🙂

Questa torta salata è la prima cosa che ho cucinato nel nuovo forno e devo dire che abituata a quelle baracche che ho avuto in passato è stata tutta un’altra cosa. Non ho dovuto girare la teglia a metà cottura e non l’ho dovuta lasciare dentro di più: il 25 minuti la torta salata era pronta e, miracolo dei miracoli, era cotta in maniera uniforme, dorata da tutte le parti. Roba che con i miei vecchi forni non avevo mai visto.

Il ripieno è una cosa semplice, ma da leccarsi i baffi, soprattutto adesso che finalmente i pomodori sanno di qualcosa.

Ho usato il pesto dell’Esselunga, che secondo me è di gran lunga il migliore tra quelli pronti, ma se avete voglia di farlo fatto in casa verrà ancora meglio!

1 rotolo di pasta sfoglia pronta

1 grappolo di pomodorini, tagliati a metà

2 ricottine

3 cucchiai di pesto

3 cucchiai di parmigiano

Sale e pepe

2 uova

Scaldate il forno a 180°.

In una ciotola mescolate la ricotta con le uova, salate, pepate e poi aggiungete il pesto. Mescolate bene.

Stendete la pasta in una teglia ricoperta di carta forno (io ne ho usata una quadrata perchè avevo solo quella) e versate dentro il composto di ricotta. Appoggiate i pomodorini sulla ricotta, con la parte tagliata verso l’alto. Aggiustate di sale e pepe.

Cuocete la torta nel forno ben caldo per 25 minuti. Buona anche fredda.

Risotto asparagi e piselli

Buon inizio di primavera a tutti! Non so da voi, ma qui oggi c’è una giornata davvero stupenda, al 100% primaverile. Fa venire voglia di passare la pausa pranzo seduti all’aria aperta. Invece dovrò passarla all’Ikea per il secondo giorno di fila. È proprio vero che chi non ha testa ha gambe, quindi oggi  i tocca tornarci perchè ieri ho lasciato alla cassa parte delle cose che avevo comprato. Geniale, no?

Con l’avvicinarsi del trasloco sto avendo meno tempo per cucinare, anche se qualcosina riesco a metterla insieme nonostante io sia “divisa” tra due cucine. Una che sto un po’ svuotando e l’altra che non è ancora del tutto utilizzabile.

Venerdì porterò un bel po’ di cose nella casa nuova e magari cucinerò qualcosa nella nuova cucina… se lo stress non avrà il sopravvento. Il fatto è che, per ora, non ho ancora i piatti, quindi se cucinassi qualcosa bisognerebbe mangiarlo direttamente dalle pentole. I casi sono due: o tra oggi e domani compro i piatti, o farò qualcosa tipo finger food.

Ma veniamo alla ricetta di oggi: il risotto con asparagi e piselli. Visto che è ufficialmente primavera direi che è ora di archiviare le ricette con gli ingredienti invernali e strafogarsi invece di delizie primaverili. Gli asparagi, in particolare, mi mancano molto durante l’inverno. Nelle prossime settimane. quindi, non stupitevi se vedrete tante ricette con gli asparagi da queste parti…
280 g di riso carnaroli

2 cipollotti
1 cipolla
150 g di piselli
250 g di asparagi
4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
Parmigiano grattugiato
1 bustina di zafferano
1 l di brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco secco
Sale e pepe

Pulite gli asparagi e tagliateli a tocchetti. Lasciate interi gli ultimi 5 centimetri di punta e teneteli da parte, per “abbellire” il risotto.

Pulite i cipollotti, tagliate ciascuno in 4 spicchi e affettate finemente la parte verde
Fate rosolare in una pentola di ghisa, la cipolla tritata con due cucchiai di olio. Unite gli asparagi a tocchetti (escluse le punte), il riso, e lasciate tostare per 1 minuto. Sfumate con il vino bianco e, quando è evaporato, unite poco alla volta il brodo bollente. Proseguite la cottura come per un normale risotto. A metà cottura aggiungete lo zafferano, sciolto in un mestolino di brodo.
Fate rosolare in un’altra casseruola la parte bianca dei cipollotti in due cucchiai d’olio. Aggiungete i piselli, salate e cuocete per 10 minuti, a fiamma bassa e pentola coperta, con un mestolino di brodo. Unite le punte d’asparago e terminate la cottura evaporando il brodo. Aggiustate di sale.
Spegnete il risotto al dente; mantecatelo con il parmigiano grattugiato. Distribuitelo sui piatti e ponete al centro di ogni porzione un po’ di verdure.

Pasta con l’avocado

Sembra pesto, ma non lo è. È pasta all’avocado. So che sembra un’idea strana, ma vale la pena di provarla. O per lo meno, vale la pena se vi piace il guacamole, vi piace la pasta e vi piace il basilico, questa fa per voi. L’ho fatta ieri sera, mentre dicevo “ciao” a malincuore a un bellissimo weekend di sole. L’anticiclone che ci ha regalato un venerdì e un sabato di quelli da stare seduti fuori sotto i portici se ne è andato e sono iniziati a cadere dei goccioloni di pioggia che hanno tirato giù le temperature. Oggi il tempo è uno schifo, grigio e piovoso. Più autunnale che primaverile. E così sarà fino a giovedì, dicono. Una bella rottura.

Ma torniamo alla pasta con l’avocado. L’idea mi è venuta spulciando tra delle ricette online. Avevo un avocado che mi girava per casa e che stava per passare a miglior vita, quindi ho deciso di prendere due piccioni con una fava e provare la ricetta

Per due persone:

180 gr. spaghetti
1 avocado
2 spicchi d’aglio, tritati
Un bel mazzo di basilico, tritato
1/2 lime
1 peperoncino

Cuocete gli spaghetti normalmente, e tenete da parte una tazza dell’acqua di cottura.

Mettete l’avocado, l’aglio, il basilico, il peperoncino e un po’ di sale nel frullatore e frullate fino a quando ottenete un composto cremoso. Condite col succo di lime.

Quando la pasta è pronta condite con la crema di avocado, aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura per diluire.

Uova in cocotte

Non sono sparita dalla faccia della terra. Ho avuto una di quelle influenze coi fiocchi, di quelle con febbrone, tosse rombante e altre piacevolezze. Voglia di cuinare (e di scrivere sul blog) zero. Appetito? Anche quello scarso. E dire che di solito sono una che non lo perde mai, nemmeno quando e’ malata. Ma a ‘sto giro ero proprio k.o. Una chiavica. E la cosa che mi seccava di piu’, mentre me ne stavo in stato semivegetativo sul divano, era che fuori c’erano delle giornate spettacolari. Sole, venticello, aria di primavera. Mi soffiavo il naso per la trecentesima volta e pensavo che al di fuori della finestra, alla facciaccia mia, gli uccellini preparassero i nidi e i germogli sbocciassero sugli alberi lungo il lago.

Per la cronaca: non e’ sbocciato un tubo. Pero’ c’e’ un tempo splendido. Sole e 17 gradi, che non saranno tantissimi, ma son sempre qualcosa. Tanto per dire una, in questo momento sono seduta sotto i portici sul lungolago, al mio bar preferito, il Borromini Art Caffe’ di Bissone. Tra pochi minuti il sole arrivera’ a scaldarmi i piedi e anche se non ci sono germogli di sorta, si vede che l’inverno e’ finito. La gente, finalmente, e’ in giro. Ci sono le mamme con le carrozzine, i bambini che giocano vicino alla fontana, i vecchi che si scaldano le ossa al sole. E’ il paese che si risveglia dal letargo. E’ una cosa che nelle grandi citta’ non si nota, ma qui si.

La primavera, ovviamente, si vede anche da altre cose. Dopo mesi di ortaggi invernali, non vedo l’ora di affondare i denti nei primi asparagi, nei ravanelli, nei cipollotti. Abito a uno sputo da Cantello, famosa per gli asparagi bianchi, e attendo con ansia di andare alla sagra di paese a mangiarli. L’idea di un risottino primavera, in questo momento, e’ piu’ allettante che una vacanza al mare. Ok, magari no. Sto esagerando. Comunque e’ molto, molto allettante. In questi giorni, dunque, sto cercando di svuotare il frigo dai rimasugli dell’inverno, per fare spazio alle bonta’ primaverili. Pane secco? Cipolle ormai un po’ “anziane”? Non c’e’ problema. Uova in cocotte e il gioco e’ fatto. Cosi’ la prssima volta le faccio con gli ortaggi primaverili.

Per persona:

1 uovo
Pane raffermo a cubetti, circa 5 o 6 cubetti
Parmigiano grattuggiato, un cucchiaio
1/2 cipolla, a fettine sottili
Sale e pepe
Aneto fresco

Io ho usato questi stupendi cuoci-uova di ceramica che i miei hanno comprato mille anni fa in Inghilterra, ma una comune cocotte va benissimo.

Fare a fettine le cipolle, meterle in fondo alla cocotte, aggiungere i cubetti di pane, il parmigiano e, delicatamente, l’uovo intero crudo. Salare e pepare. Guarnire con l’aneto. Cuocere in forno a 180 gradi per cinque minuti. Sevire immediatamente.

Pasta di grano saraceno con pomodori secchi

Che domenica pallosa. Esattamente come quando avevo 16 anni mi ritrovo sempre a trovarla lunga, quasi infinita e inevitabilemnte noiosa. Il fatto poi che qui da queste parti i negozi siano tutti chiusi certo non aiuta. Se fossero aperti potrei approfittare della pausa pranzo e andare a Grancia a comprarmi la macchina del pane a cui sbavo dietro da un paio di settimane. E invece niente. è arrivato il momento della pausa pranzo e sono qui seduta alla mia scrivania ad aspettare che il mio couscous si scaldi inq uella baracca di microonde che abbiamo qui in redazione.

E va be’.

Stamattina alzarsi dal letto è stata una semi tragedia. A parte che non so perchè avevo un sonno allucinante e poi l’idea di alsciare il piumone e uscire a -8° non è che proprio mi facesse fare i salti di gioia. Sarebbe stata la giornata perfetta per non mettere nemmeno il naso fuori di casa e starmene a cazzeggiare tutto il giorno tra cucina e divano. Avrei potuto raggiungere il massimo della mia ambizione facendo dei muffin o magari dei biscotti.

E invece nada. Dopo un weekend passato (quai) senza il minimo evento degno di nota sono di nuovo qui. Dico “quasi” perchè qualcosa di degno di nota c’è stato: la pasta che ho fatto ieri sera. È fatta con la pasta di grano saraceno, quella per fare i pizzoccheri per intenderci, i pomodori secchi sott’olio, la cipolla e le olive. Quando era quasi cotta l’ho scolata e ho finito di cuocerla col sugo allungandolo con un po’ dell’acqua di cottura, come ha insegnato a mia mamma Cannavacciuolo, lo chef dell’Hotel Villa Crespi sul Lago d’Orta. L’amido della pasta fa legare molto meglio il sugo e il risultato è strabiliante.

Per 2 persone:

160 gr pasta di grano saraceno
8 pomodori secchi sott’olio, scoalti e tritati
1 cipolla, tritata
una decina di olive nere, tritate
Olio d’oliva
Sale e pepe
Origano secco

In una casseruola scaldate l’olio, aggiungete la cipolla e i pomodori e soffriggete per qualche minuto. Aggiungete le olive, salate, pepate e spolverate con l’origano. Abbassate la fiamma al minimo.

Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura trasferite la pasta nella casseruola col sugo assieme a un paio di mestoli di acqua di cottura. Alzate la fiamma al massimo e cuocete per due otre minuti, mescolando continuamente fino a che l’acqua si sarà asciugata.