Zuppa pavese tartufata

photoÈ un periodo, questo, in cui non farei altro che mangiare minestre e zuppe. La temperatura fuori è sotto zero, domani e dopodomani danno neve e c’è un buio che sembra notte. Quale modo migliore di scaldarsi se non con una bella minestra fumante? Fosse per me, in inverno, non si mangerebbe altro. Adoro il brodo in tutte le sue forme, da quello puro e semplice (che quando sto male preferisco di gran lunga al tipico tè) alle minestre più elaborate. Questa Zuppa Pavese sembra, appunto, molto elaborata, ma vi assicuro che non lo è per niente. Tolta la crema di tartufo, gli altri ingredienti si hanno sempre in frigo e ci si mette veramente un attimo a prepararla, l’ideale, insomma, per queste serate di dicembre in cui non si fa altro che correre da un aperitivo all’altro per salutare tutti prima di Natale. Non so voi, ma a me tutto ‘sto brindare ha già stufato. Non tanto per via del prosecco, quello non mi stanca mai, ma per via del doversi tutti per forza vedere prima di Natale.
Cos’ha gennaio che non va per farsi una bicchierata?

 

Ingredienti per 4 persone:

1 litro di brodo di carne
4 fette di pane raffermo
1 cucchiaio di crema di tartufo (si trova al supermercato, in genere vicino al pesto pronto)
4 uova grandi e fresche
4 cucchiai di grana grattugiato
Pepe (io ovviamente uso quello della Val Maggia)

Portate il brodo a ebollizione.

Intanto spalmate le fette di pane con la crema di tartufo e mettete ogni fetta in una fondina. Sgusciatevi sopra un uovo, cercando di farlo restare sulla fetta di pane e senza romperlo.

Quando il brodo bolle versate due mestoli di brodo in ogni fondina, facendolo scendere di lato in modo che non tocchi immediatamente il tuorlo. Spolverate con il parmigiano e il pepe e servite immediatamente.

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Fusilli seppie e piselli

Seppie e piselli sono un classico. I fusilli, invece, sono un aggiunta del mio amico Tibor, che di cucina se ne intende parecchio. L’idea è nata un po’ per caso. Erano mesi che avevo la porta del freezer rotta e, per tenerlo chiuso, dovevo tenere davanti a scelta una cassa di vino o una di acqua minerale. In tre avevano già guardato la cerniera per cercare di aggiustarla, ma i risultati erano stati scarsi. L’altro pomeriggio, finalmente, ho incontrato al bar sotto casa mia il mio amico Tibor che in genere, oltre che di cucina, se ne intende anche ti questi piccoli lavoretti.

E infatti non mi ha deluso. In meno di cinque minuti ha risolto il problema sradicando la molla che era incastrata e che non lasciava chiudere del tutto la porta. Evidentemente ‘sta cavolo di molla non serviva a niente perché da quando è stata tolta la porta sta chiusa meglio di prima. E vissero tutti felici e contenti.

Dunque mi sembrava il caso di festeggiare e, siccome avevo comprato quella mattina delle belle seppie all’Esselunga, ho pensato di cimentarmi a fare seppie e piselli. Erano pochine, però, e l’amico Tibor è una buona forchetta… da qui l’idea di aggiungerci i fusilli per dare corpo al piatto. Un successo, assolutamente da ripetere anche quando ci sono abbastanza seppie per farle da sole!

Nota bene: questo sugo è ottimo anche da servire sopra la polenta. Provare per credere.

SEPPIE E PISELLI

Per 4 persone

1 kg di seppie
300 gr di piselli
Una costola di sedano
Una carota
Una cipolla
Uno spicchio d’aglio
Un bicchiere di vino bianco secco
300 gr di polpa di pomodoro
Olio
Sale e pepe (io uso quello della Val Maggia)

Tagliate i tentacoli della seppia in tre pezzi e il corpo ad anelli non troppo grossi.

Scaldate un po’ d’olio in una padella bella grande fate appassire l’aglio, la cipolla, la carota e il sedano tritati. Unite le seppie e rosolatele, mescolando spesso, per circa 3 minuti.

Sfumate col vino bianco e lasciate evaporare. Versate la polpa di pomodoro, salate e pepate, coprite e proseguite la cottura a fuoco dolce per circa mezz’ora, aggiungendo un po’ d’acqua calda se il sugo dovesse asciugarsi troppo. Unite i piselli e cuocete per altri 15 minuti. Regolate di sale e pepe e servite come condimento della pasta o sulla polenta.

Fregola sarda ai frutti di mare

ImageÈ tanto che non scrivo. Anzi, a dire il vero è tantissimo. L’ultimo mio post risale a maggio, quando l’estate non era nemmeno iniziate. Ed ora siamo già in settembre. Ovviamente di cose ne sono successe in questi mesi, ma non voglio dilungarmi troppo. Per riassumere la mia estate in poche parole vi posso dire che ho cambiato lavoro, che ho passato delle splendide vacanze in Croazia e che ora sono a mio agio nella mia casa nuova.

Lavoro da casa per ora, il che vorrà dire che dopo questi mesi un po’ turbolenti e sempre in giro avrò più tempo da dedicare alla cucina e, di conseguenza, al blog. O almeno spero… so di non essere il massimo quando si tratta di costanza, ma a ‘sto giro cercherò di non deludervi (e deludermi).

L’idea di questa ricetta mi è venuta guardando la tele. Su RealTime c’era “Cucina con Ale”, uno dei miei nuovi programmi preferiti. Alessandro Borghese stava preparando la fregola sarda con i gamberi così mi sono detta, perché no? Di gamberi non ne avevo, ma in compenso avevo una valanga di cozze e vongole. E voilà: fregola sarda coi frutti di mare.

Ingredienti per 4 persone:

380 gr di fregola sarda
32 cozze, pulite
40 vongole veraci
Olio extra vergine
2 spicchi d’aglio
1 bicchiere di vino bianco
1 scatola di pomodori a pezzettoni o pomodori freschi a cubetti (io ho usato quelli in scatola)
1 litro di fumetto di pesce

Scaldate l’olio in una casseruola bella grande e rosolateci dentro l’aglio tritato per un paio di minuti, facendo attenzione a non bruciarlo. Aggiungete i pomodori e la fregola, mescolate bene per circa trenta secondi poi sfumate col vino bianco.

Scaldate intanto il fumetto di pesce: vi servirà a cuocere la fregola come se steste preparando un risotto. Aggiungete un mestolo di brodo alla volta e girate fino a quando è quasi del tutto evaporato. La fregola ci mette una quindicina di minuti a cuocere in questo modo: quando mancano quattro minuti unite alla casseruola le vongole e le cozze, aggiungete l’ultimo mestolo di brodo, coprite e cuocete col coperchio per tre o quattro minuti. Le cozze e le vongole dovrebbero a questo punto essere aperte. Regolate di sale, e se volete aggiungete peperoncino e guarnite con del basilico fresco.

Risotto asparagi e piselli

Buon inizio di primavera a tutti! Non so da voi, ma qui oggi c’è una giornata davvero stupenda, al 100% primaverile. Fa venire voglia di passare la pausa pranzo seduti all’aria aperta. Invece dovrò passarla all’Ikea per il secondo giorno di fila. È proprio vero che chi non ha testa ha gambe, quindi oggi  i tocca tornarci perchè ieri ho lasciato alla cassa parte delle cose che avevo comprato. Geniale, no?

Con l’avvicinarsi del trasloco sto avendo meno tempo per cucinare, anche se qualcosina riesco a metterla insieme nonostante io sia “divisa” tra due cucine. Una che sto un po’ svuotando e l’altra che non è ancora del tutto utilizzabile.

Venerdì porterò un bel po’ di cose nella casa nuova e magari cucinerò qualcosa nella nuova cucina… se lo stress non avrà il sopravvento. Il fatto è che, per ora, non ho ancora i piatti, quindi se cucinassi qualcosa bisognerebbe mangiarlo direttamente dalle pentole. I casi sono due: o tra oggi e domani compro i piatti, o farò qualcosa tipo finger food.

Ma veniamo alla ricetta di oggi: il risotto con asparagi e piselli. Visto che è ufficialmente primavera direi che è ora di archiviare le ricette con gli ingredienti invernali e strafogarsi invece di delizie primaverili. Gli asparagi, in particolare, mi mancano molto durante l’inverno. Nelle prossime settimane. quindi, non stupitevi se vedrete tante ricette con gli asparagi da queste parti…
280 g di riso carnaroli

2 cipollotti
1 cipolla
150 g di piselli
250 g di asparagi
4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
Parmigiano grattugiato
1 bustina di zafferano
1 l di brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco secco
Sale e pepe

Pulite gli asparagi e tagliateli a tocchetti. Lasciate interi gli ultimi 5 centimetri di punta e teneteli da parte, per “abbellire” il risotto.

Pulite i cipollotti, tagliate ciascuno in 4 spicchi e affettate finemente la parte verde
Fate rosolare in una pentola di ghisa, la cipolla tritata con due cucchiai di olio. Unite gli asparagi a tocchetti (escluse le punte), il riso, e lasciate tostare per 1 minuto. Sfumate con il vino bianco e, quando è evaporato, unite poco alla volta il brodo bollente. Proseguite la cottura come per un normale risotto. A metà cottura aggiungete lo zafferano, sciolto in un mestolino di brodo.
Fate rosolare in un’altra casseruola la parte bianca dei cipollotti in due cucchiai d’olio. Aggiungete i piselli, salate e cuocete per 10 minuti, a fiamma bassa e pentola coperta, con un mestolino di brodo. Unite le punte d’asparago e terminate la cottura evaporando il brodo. Aggiustate di sale.
Spegnete il risotto al dente; mantecatelo con il parmigiano grattugiato. Distribuitelo sui piatti e ponete al centro di ogni porzione un po’ di verdure.

Pasta con l’avocado

Sembra pesto, ma non lo è. È pasta all’avocado. So che sembra un’idea strana, ma vale la pena di provarla. O per lo meno, vale la pena se vi piace il guacamole, vi piace la pasta e vi piace il basilico, questa fa per voi. L’ho fatta ieri sera, mentre dicevo “ciao” a malincuore a un bellissimo weekend di sole. L’anticiclone che ci ha regalato un venerdì e un sabato di quelli da stare seduti fuori sotto i portici se ne è andato e sono iniziati a cadere dei goccioloni di pioggia che hanno tirato giù le temperature. Oggi il tempo è uno schifo, grigio e piovoso. Più autunnale che primaverile. E così sarà fino a giovedì, dicono. Una bella rottura.

Ma torniamo alla pasta con l’avocado. L’idea mi è venuta spulciando tra delle ricette online. Avevo un avocado che mi girava per casa e che stava per passare a miglior vita, quindi ho deciso di prendere due piccioni con una fava e provare la ricetta

Per due persone:

180 gr. spaghetti
1 avocado
2 spicchi d’aglio, tritati
Un bel mazzo di basilico, tritato
1/2 lime
1 peperoncino

Cuocete gli spaghetti normalmente, e tenete da parte una tazza dell’acqua di cottura.

Mettete l’avocado, l’aglio, il basilico, il peperoncino e un po’ di sale nel frullatore e frullate fino a quando ottenete un composto cremoso. Condite col succo di lime.

Quando la pasta è pronta condite con la crema di avocado, aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura per diluire.

Pasta di grano saraceno con pomodori secchi

Che domenica pallosa. Esattamente come quando avevo 16 anni mi ritrovo sempre a trovarla lunga, quasi infinita e inevitabilemnte noiosa. Il fatto poi che qui da queste parti i negozi siano tutti chiusi certo non aiuta. Se fossero aperti potrei approfittare della pausa pranzo e andare a Grancia a comprarmi la macchina del pane a cui sbavo dietro da un paio di settimane. E invece niente. è arrivato il momento della pausa pranzo e sono qui seduta alla mia scrivania ad aspettare che il mio couscous si scaldi inq uella baracca di microonde che abbiamo qui in redazione.

E va be’.

Stamattina alzarsi dal letto è stata una semi tragedia. A parte che non so perchè avevo un sonno allucinante e poi l’idea di alsciare il piumone e uscire a -8° non è che proprio mi facesse fare i salti di gioia. Sarebbe stata la giornata perfetta per non mettere nemmeno il naso fuori di casa e starmene a cazzeggiare tutto il giorno tra cucina e divano. Avrei potuto raggiungere il massimo della mia ambizione facendo dei muffin o magari dei biscotti.

E invece nada. Dopo un weekend passato (quai) senza il minimo evento degno di nota sono di nuovo qui. Dico “quasi” perchè qualcosa di degno di nota c’è stato: la pasta che ho fatto ieri sera. È fatta con la pasta di grano saraceno, quella per fare i pizzoccheri per intenderci, i pomodori secchi sott’olio, la cipolla e le olive. Quando era quasi cotta l’ho scolata e ho finito di cuocerla col sugo allungandolo con un po’ dell’acqua di cottura, come ha insegnato a mia mamma Cannavacciuolo, lo chef dell’Hotel Villa Crespi sul Lago d’Orta. L’amido della pasta fa legare molto meglio il sugo e il risultato è strabiliante.

Per 2 persone:

160 gr pasta di grano saraceno
8 pomodori secchi sott’olio, scoalti e tritati
1 cipolla, tritata
una decina di olive nere, tritate
Olio d’oliva
Sale e pepe
Origano secco

In una casseruola scaldate l’olio, aggiungete la cipolla e i pomodori e soffriggete per qualche minuto. Aggiungete le olive, salate, pepate e spolverate con l’origano. Abbassate la fiamma al minimo.

Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura trasferite la pasta nella casseruola col sugo assieme a un paio di mestoli di acqua di cottura. Alzate la fiamma al massimo e cuocete per due otre minuti, mescolando continuamente fino a che l’acqua si sarà asciugata.

Arrosto di vitello con patate e funghi

Il freddo avanza. Le nevicate continuano. Sto qui seduta in ufficio sperando di riuscire a tirare la macchina fuori dal parcheggio per andare a casa. E spero anche che non slitti, la mia macchinina, perchè da queste parti, a Breganzona, le strade sono tutte un saliescendi e alcune non sono neanche tanto pulite. E questo è solo l’inizio. Venerdì ci sarà un bel nebbione, giusto per quando la sottoscritta ha intezione di espatriare per andare a fare la spesa all’Esselunga di Solbiate Comasco. ma ci andrò lo stesso, non temete. Piuttosto di pagare le stesse cose 3 volte tanto alla Coop farei di tutto. Comunque sia, in questi giorni di gelo, non so voi, ma io ho voglia di piatti “di un certo spessore”, quelli che in inglese si chiamano “comfort foods”. Sono quei piatti che d’inverno ti scaldano, che ti fanno sentire bene dopo una lunga giornata al lavoro, che ti fanno stendere le gambe e sospirare soddisfatto quando hai finito di mangiarli. 

L’arrosto di vitello direi che si merita un posto tra quei piatti lì. Non solo è buono da mangiare, ma fa profumare la casa in maniera divina. E quando si finisce di mangiarlo sì ha tutto il diritto di svaccarsi sul divano, mettere i piedi sul tavolo e addormentarsi davanti al camino.

Arrosto di vitello, circa 1 kg.
2 cucchiai di burro
Qualche rametto di rosmarino
500 gr. di funghi selvatici, lavati
2 spicchi d’aglio, tagliati a fettine sottili
Un bicchiere di vino bianco
2 tazze (circa mezzo litro) di brodo di carne
4 patate, fatte a cubetti

Usando un coltellino appuntito, fate dei taglietti nella carne e inseritici le lamelle d’aglio. Legate il rosmarino all’arosto, salate e pepate a piacere.

Sciogliete il burro in una pentola, possibilmente di quelle di ghisa che possono andare anche in forno. Aggiungete la carne e cuocetela a fuoco vivace, girandola per farla colorire da tutti i lati. Aggiungete le patate, bagante il tutto col vino bianco e metà del brodo e mettete nel forno, scaldato a 180° per 20 minuti.

Aggiungete i funghi e, se l’arrosto dovesse risultare secco, aggiungete un po’ di brodo.  Coucete per altri 30 minuti. Prima di tagliare l’arrosto lasciatelo riposare per un paio di minuti.