Fusilli seppie e piselli

Seppie e piselli sono un classico. I fusilli, invece, sono un aggiunta del mio amico Tibor, che di cucina se ne intende parecchio. L’idea è nata un po’ per caso. Erano mesi che avevo la porta del freezer rotta e, per tenerlo chiuso, dovevo tenere davanti a scelta una cassa di vino o una di acqua minerale. In tre avevano già guardato la cerniera per cercare di aggiustarla, ma i risultati erano stati scarsi. L’altro pomeriggio, finalmente, ho incontrato al bar sotto casa mia il mio amico Tibor che in genere, oltre che di cucina, se ne intende anche ti questi piccoli lavoretti.

E infatti non mi ha deluso. In meno di cinque minuti ha risolto il problema sradicando la molla che era incastrata e che non lasciava chiudere del tutto la porta. Evidentemente ‘sta cavolo di molla non serviva a niente perché da quando è stata tolta la porta sta chiusa meglio di prima. E vissero tutti felici e contenti.

Dunque mi sembrava il caso di festeggiare e, siccome avevo comprato quella mattina delle belle seppie all’Esselunga, ho pensato di cimentarmi a fare seppie e piselli. Erano pochine, però, e l’amico Tibor è una buona forchetta… da qui l’idea di aggiungerci i fusilli per dare corpo al piatto. Un successo, assolutamente da ripetere anche quando ci sono abbastanza seppie per farle da sole!

Nota bene: questo sugo è ottimo anche da servire sopra la polenta. Provare per credere.

SEPPIE E PISELLI

Per 4 persone

1 kg di seppie
300 gr di piselli
Una costola di sedano
Una carota
Una cipolla
Uno spicchio d’aglio
Un bicchiere di vino bianco secco
300 gr di polpa di pomodoro
Olio
Sale e pepe (io uso quello della Val Maggia)

Tagliate i tentacoli della seppia in tre pezzi e il corpo ad anelli non troppo grossi.

Scaldate un po’ d’olio in una padella bella grande fate appassire l’aglio, la cipolla, la carota e il sedano tritati. Unite le seppie e rosolatele, mescolando spesso, per circa 3 minuti.

Sfumate col vino bianco e lasciate evaporare. Versate la polpa di pomodoro, salate e pepate, coprite e proseguite la cottura a fuoco dolce per circa mezz’ora, aggiungendo un po’ d’acqua calda se il sugo dovesse asciugarsi troppo. Unite i piselli e cuocete per altri 15 minuti. Regolate di sale e pepe e servite come condimento della pasta o sulla polenta.

Pasta con l’avocado

Sembra pesto, ma non lo è. È pasta all’avocado. So che sembra un’idea strana, ma vale la pena di provarla. O per lo meno, vale la pena se vi piace il guacamole, vi piace la pasta e vi piace il basilico, questa fa per voi. L’ho fatta ieri sera, mentre dicevo “ciao” a malincuore a un bellissimo weekend di sole. L’anticiclone che ci ha regalato un venerdì e un sabato di quelli da stare seduti fuori sotto i portici se ne è andato e sono iniziati a cadere dei goccioloni di pioggia che hanno tirato giù le temperature. Oggi il tempo è uno schifo, grigio e piovoso. Più autunnale che primaverile. E così sarà fino a giovedì, dicono. Una bella rottura.

Ma torniamo alla pasta con l’avocado. L’idea mi è venuta spulciando tra delle ricette online. Avevo un avocado che mi girava per casa e che stava per passare a miglior vita, quindi ho deciso di prendere due piccioni con una fava e provare la ricetta

Per due persone:

180 gr. spaghetti
1 avocado
2 spicchi d’aglio, tritati
Un bel mazzo di basilico, tritato
1/2 lime
1 peperoncino

Cuocete gli spaghetti normalmente, e tenete da parte una tazza dell’acqua di cottura.

Mettete l’avocado, l’aglio, il basilico, il peperoncino e un po’ di sale nel frullatore e frullate fino a quando ottenete un composto cremoso. Condite col succo di lime.

Quando la pasta è pronta condite con la crema di avocado, aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura per diluire.

Pasta di grano saraceno con pomodori secchi

Che domenica pallosa. Esattamente come quando avevo 16 anni mi ritrovo sempre a trovarla lunga, quasi infinita e inevitabilemnte noiosa. Il fatto poi che qui da queste parti i negozi siano tutti chiusi certo non aiuta. Se fossero aperti potrei approfittare della pausa pranzo e andare a Grancia a comprarmi la macchina del pane a cui sbavo dietro da un paio di settimane. E invece niente. è arrivato il momento della pausa pranzo e sono qui seduta alla mia scrivania ad aspettare che il mio couscous si scaldi inq uella baracca di microonde che abbiamo qui in redazione.

E va be’.

Stamattina alzarsi dal letto è stata una semi tragedia. A parte che non so perchè avevo un sonno allucinante e poi l’idea di alsciare il piumone e uscire a -8° non è che proprio mi facesse fare i salti di gioia. Sarebbe stata la giornata perfetta per non mettere nemmeno il naso fuori di casa e starmene a cazzeggiare tutto il giorno tra cucina e divano. Avrei potuto raggiungere il massimo della mia ambizione facendo dei muffin o magari dei biscotti.

E invece nada. Dopo un weekend passato (quai) senza il minimo evento degno di nota sono di nuovo qui. Dico “quasi” perchè qualcosa di degno di nota c’è stato: la pasta che ho fatto ieri sera. È fatta con la pasta di grano saraceno, quella per fare i pizzoccheri per intenderci, i pomodori secchi sott’olio, la cipolla e le olive. Quando era quasi cotta l’ho scolata e ho finito di cuocerla col sugo allungandolo con un po’ dell’acqua di cottura, come ha insegnato a mia mamma Cannavacciuolo, lo chef dell’Hotel Villa Crespi sul Lago d’Orta. L’amido della pasta fa legare molto meglio il sugo e il risultato è strabiliante.

Per 2 persone:

160 gr pasta di grano saraceno
8 pomodori secchi sott’olio, scoalti e tritati
1 cipolla, tritata
una decina di olive nere, tritate
Olio d’oliva
Sale e pepe
Origano secco

In una casseruola scaldate l’olio, aggiungete la cipolla e i pomodori e soffriggete per qualche minuto. Aggiungete le olive, salate, pepate e spolverate con l’origano. Abbassate la fiamma al minimo.

Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura trasferite la pasta nella casseruola col sugo assieme a un paio di mestoli di acqua di cottura. Alzate la fiamma al massimo e cuocete per due otre minuti, mescolando continuamente fino a che l’acqua si sarà asciugata.

Spaghetti alle vongole e porri

ImagePrima di pubblicare la prima ricetta di questo nuovo blog ci ho pensato su parecchio. A cosa dare la precendeza? Non è facile. Anzi, come dicono qui in Ticino, non è così evidente.

Volevo scegliere un piatto che in qualche modo mi rappresentasse, ma allo stesso tempo volevo evitare qualcosa di troppo scontato. Come il risotto alla milanese, per intenderci. Ovviamente ci sarà posto anche per quello, prima o poi. Se no che razza di milanese sarei?

Ho anche pensato di iniziare col botto, con uno dei miei piattini asiatici, tanto per far capire a tutti da che parte tira il vento. Ma poi mi sono detta che anche per quelli ci sarà tempo.

Alla fine, mentre me ne stzavo in fissa davanti al micronde dell’ufficio ad aspettare che si scaldasse la mia minestra, mi è venuta un’idea: gli spaghetti alle vongole. Nessun piatto credo che mi rappresenti più di quello. Quando vado all’Osteria dei Pescatori a Bissone, il paese dove vivo, non mi chiedono nemmeno più cosa voglia. Lo sanno. Spaghetti alle vongole e un bicchiere di vino bianco. Tutte le sante volte.

Fin da piccola, anche quando non mangiavo niente, mi sono sempre piaciuti, sia nella loro versione classica, quelli bianchi per intenderci, che nella loro versione rossa. Con gli anni, poi, ho scoperto tante altre versioni, tra cui anche questa, un po’ pìù invernale per via della pancetta e dei porri. I puristi non si allarmini. Se piacciono a me, piaceranno anche a voi.

SPAGHETTI ALLE VONGOLE PANCETTA E PORRI

Per 4:
320 gr. di spaghetti
1 kg. di vongole, pulite e pronte per essere usate
3 porri, tagliati a rondelle sottili
200 gr. di pancetta, tagliata a listarelle
Un bicchiere di vino bianco secco
Olio d’oliva
Sale e pepe
 
Mettete le vognole in una padella e unite il vino bianco. Cuocetele a fuoco vivo fino a quando le vongole di aprono, gettate quelle che rimangono chiuse. Mettete da parte le vongole, riservando il liquido di cottura.
 
Cuocete la pasta ina bbondante acqua salata alla quale avrete aggiunto anche il liquido di cottura delle vongole.
 
Nel frattempo cuocete i porri e la pancetta con un filo d’olio per circa cinque minuti, aggiungete le vongole, mescolate e togliete dal fuoco.
 
Scolate la pasta al dente, aggiungetela alla padella, mischiate tutto insieme a fuoco medio e servite immediatamente, con una solverata di pepe.
 

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