Risotto asparagi e piselli

Buon inizio di primavera a tutti! Non so da voi, ma qui oggi c’è una giornata davvero stupenda, al 100% primaverile. Fa venire voglia di passare la pausa pranzo seduti all’aria aperta. Invece dovrò passarla all’Ikea per il secondo giorno di fila. È proprio vero che chi non ha testa ha gambe, quindi oggi  i tocca tornarci perchè ieri ho lasciato alla cassa parte delle cose che avevo comprato. Geniale, no?

Con l’avvicinarsi del trasloco sto avendo meno tempo per cucinare, anche se qualcosina riesco a metterla insieme nonostante io sia “divisa” tra due cucine. Una che sto un po’ svuotando e l’altra che non è ancora del tutto utilizzabile.

Venerdì porterò un bel po’ di cose nella casa nuova e magari cucinerò qualcosa nella nuova cucina… se lo stress non avrà il sopravvento. Il fatto è che, per ora, non ho ancora i piatti, quindi se cucinassi qualcosa bisognerebbe mangiarlo direttamente dalle pentole. I casi sono due: o tra oggi e domani compro i piatti, o farò qualcosa tipo finger food.

Ma veniamo alla ricetta di oggi: il risotto con asparagi e piselli. Visto che è ufficialmente primavera direi che è ora di archiviare le ricette con gli ingredienti invernali e strafogarsi invece di delizie primaverili. Gli asparagi, in particolare, mi mancano molto durante l’inverno. Nelle prossime settimane. quindi, non stupitevi se vedrete tante ricette con gli asparagi da queste parti…
280 g di riso carnaroli

2 cipollotti
1 cipolla
150 g di piselli
250 g di asparagi
4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
Parmigiano grattugiato
1 bustina di zafferano
1 l di brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco secco
Sale e pepe

Pulite gli asparagi e tagliateli a tocchetti. Lasciate interi gli ultimi 5 centimetri di punta e teneteli da parte, per “abbellire” il risotto.

Pulite i cipollotti, tagliate ciascuno in 4 spicchi e affettate finemente la parte verde
Fate rosolare in una pentola di ghisa, la cipolla tritata con due cucchiai di olio. Unite gli asparagi a tocchetti (escluse le punte), il riso, e lasciate tostare per 1 minuto. Sfumate con il vino bianco e, quando è evaporato, unite poco alla volta il brodo bollente. Proseguite la cottura come per un normale risotto. A metà cottura aggiungete lo zafferano, sciolto in un mestolino di brodo.
Fate rosolare in un’altra casseruola la parte bianca dei cipollotti in due cucchiai d’olio. Aggiungete i piselli, salate e cuocete per 10 minuti, a fiamma bassa e pentola coperta, con un mestolino di brodo. Unite le punte d’asparago e terminate la cottura evaporando il brodo. Aggiustate di sale.
Spegnete il risotto al dente; mantecatelo con il parmigiano grattugiato. Distribuitelo sui piatti e ponete al centro di ogni porzione un po’ di verdure.

Crostata al cioccolato

Una ricetta “su richiesta”. Una richiesta che arriva da Londra, dall’amico Guido che vuole fare “una crostata che rimanga morbida anche il giorno dopo”. Il segreto per una frolla da urlo, ovviamente, è metterci dentro tanto burro perchè si sa, il burro fa diventare tutto più buono. E quando si fa la frolla non è il momento per stare lì a pensare a calorie e grassi: o la sia fa bella ricca o non la si fa del tutto.

Prima di darvi la ricetta, una breve comunicazione di servizio: Dalla Padella alla Brace è su facebook. Se avete un account mi trovate qui: https://www.facebook.com/dallapadellallabrace

Per la frolla:

250 gr di farina 00
150 gr di burro freddo a pezzi
100 gr di zucchero, 2 tuorli
1 bustina di vanilina
1 pizzico di sale

Per la crema al cioccolato:
120 gr di zucchero
120 gr di cioccolato fondente 
50 gr di farina
30 gr di burro
500 ml di latte
2 cucchiai di rum

Per fare la frolla: impastate rapidamente tutti gli ingredienti, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo per una ventina di minuti.

Per fare il ripieno: fondete il cioccolato e il burro in un pentolino a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. In una terrina mescolate la farina, lo zucchero, le uova, il rum e il composto al cioccolato fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendete la posta frolla su un piano infarinato e mettetela nello stampo coperto di carta forno. Versate il ripieno. Tagliate l’eccesso di pasta frolla e usatelo per decorare la crostata.

Infornate a 180° per circa un’ora, finché la superficie non è croccante.

Sogliola e cannellini in brodo al pomodoro aromatico

È quasi primavera e io non sto nella pelle. Questa settimana hanno previsto sole splendido e 20°… cosa chiedere di più quando si vive sul lago? A parte avere la giornata libera per potersi sedere sulla riva, magari con una birretta. Ma verrà il tempo anche per quello. Qui in Ticino, infatti, il 19 marzo è festa, quindi San Giuseppe quest’anno ci regala un bel weekend lungo. Sabato mattina lo passerò all’Ikea, a fare un po’ di spesucce per la mia casa nuova, ma per il resto ho intenzione di starmene seduta fuori a fare niente il più possibile. e se lunedì dovesse veramente piovere come (purtroppo) dice il meteo, me ne starò in cucina a preparare qualche manicaretto per la settimana a venire.

Ho un bel po’ di roba in frigo, comprese delle coste che ho comprato con una vaga intenzione di fare una torta salata che però non ho ancora fatto. E ho anche un sacco di roba nella dispensa, per la maggior parte dei cereali… farro, orzo, grano saraceno e chi più ne ha più ne metta. Va be’ che dovrò sfamare le anime pie che mi aiuteranno a traslocare… ma nel frattempo ho deciso di fare fuori del pesce surgelato che avevo in freezer e l’ultima scatola di cannellini che avevo per casa con questa ricetta. È molto saporita e se vi piace lo zafferano ve la consiglio.

Ecco la ricetta, dunque. Questa settimana spero di riuscire a scrivere con un po’ di costanza, anche se siccome sto aspettando una risposta di una cosa che potrebbe essere moooooooolto positiva, tendo a zampettare in giro e a non avere granchè di concentrazione. Che ci volete fare? Tenete le dita incrociate per me. O come dicono da queste parti, tenetemi i pugni.

Olio extra vergine d’oliva
4 filetti di sogliola o pangasius o altro pesce bianco delicato
Sale e pepe 
2  spicchi d’aglio tritati
1 barattolo di pomodori a cubetti
350 ml di brodo (io ho usato il fumeto di pesce, ma se non vi piace quello di verdura va bene)
1 bicchiere di vino bianco secco
1  latta di cannellini scolati
1 bustina di zafferano
Rosmarino fresco

Scaldate l’olio in un tegame. Condite il pesce con sale e pepe, aggiungetelo al tegame e cuocetelo 5 minuti per lato. Toglietelo dalla padella e tenetelo in caldo.

Aggiungete l’aglio al tegame e saltatelo per 30 secondi, mescolando di continuo. Aggiungete i pomodori, il brodo, lo zafferano, il vino e i cannellini, portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma e fate sobbollire per 5 minuti. Versate nei piatti, aggiungete il pesce che avrete tenuto in caldo, spolverate con qualche ago di rosmarino e servite.

Muffin al cioccolato

Non sono una grande appassionata di dolci, dolcetti e torte. Preferisco di gran lunga mangiare cose salate: tra una pizza e una torta al cioccolato, sceglierò sempre la pizza. A parte quello, non sono neanche una grande fan della cottura al forno. Anzi, no, detto così non ha senso, perchè carne, pesce e pasta li faccio in forno molto spesso.

La verità è che sono terrorizzata dal lievito. Appena leggo la parola lievito tra gli ingredienti in genere cambio ricetta. Pani, focacce, pizze… tutte cose che adoro mangiare, ma che detesto cucinare. Il fatto è che quando si lavora col lievito, bisogna essere precisi, seguire la ricetta alla lettera, stare attenti, in modo che il maledetto faccia il suo lavoro e l’impasto venga bene. Ed essendo che io non sono nè precisa, nè tantomeno paziente… be’, i risultati in genere danno molto a desiderare. Più di una volta ho buttato via un impasto che non era lievitato, che non era raddoppiato, che si era squagliato. A un certo punto ho lasciato perdere e ho deciso di investire in una macchina del pane o, in alternativa, di fare ricette che non richiedono lievitazioni complicate.

I muffin sono una di quelle. Il mese scorso la mia amica Lorenza, mia compagna delle medie, è venuta a trovarmi per il weekend qui sul lago. Dopo il giro d’obbligo al Fox Town, siamo tornate a casa dove alla Zazà è venutoil trip di fare i muffin. Presto fatto, ci siamo messe a sfogliare i miei libri e le mie riviste di cucina, decidendo alla fine di metterne insieme un paio per creare una versione originale. Abbiamo optato per yogurt e gocce di cioccolato (per sta volta) ma la prossima ci sbizzarriremo in qualcosa di più originale!

250 gr di farina
120 gr di zucchero di canna
70 gr di salsa di mele
250 ml di yogurt naturale (2 vasetti)
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
2 uova
200gr di gocce di cioccolato fondente

In una terrina mescolare la farina, il lievito per dolci e la vanillina.

A parte lavorare la salsa di mele con lo zucchero. Aggiungere le uova e amalgamare il tutto. Versare l’impasto liquido in quello secco  e mescolare delicatamente. Aggiungere all’impasto lo yogurt e mescolare fino a formare un composto omogeneo. Aggiungere il cioccolato.

Imburrare gli stampini per muffin e riempirli per 3/4 della loro altezza. Cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa.

 

Roastbeef all’inglese

Per motivi di lavoro ho appena letto un articolo che mi ha fatto ribrezzo a proposito del cosiddetto “pink slime”, la carne trita (se di carne si può parlare) ricavata da tendini, tessuto connettivo e Dio solo sa cos’altro, trattata con l’ammoniaca prima di essere servita agli studenti della scuola pubblica americana. Lo so, roba da non credere.

Dopo averlo letto ho dovuto “pulirmi la bocca” andando sui siti di vari supermercati a vedere le foto di carne vera, di quella che fa venire l’acquolina in bocca e che l’ammoniaca non l’ha vista nemmeno da lontano. L’occhio mi è caduto in particolare su un bel pezzettone di carne per fare il roastbeef, un piatto che ADORO. È una di quelle cose che mangerei a quintali, sia appena sfornato, bello caldo, con le patate, sia tagliato sottile, servito freddo, col pane e un po’ di rafano. Nella casa nuova, giuro, troverò lo spazio per una piccola affettatrice, in modo da potermi cimentare a farlo più spesso e più facilmente.

30 gr. di butto
1 kg di roast beef
2 cucchiai di farina
Sale e pepe
1 cucchiaio di senape in polvere
Un bicchiere di vino rosso

Accendete il forno alla massima temperatura. Mettete in un pentolino antiaderente la farina, la senape e il pepe. Fatele tostare a fuoco dolce, poi versate tutto in una ciotola e dopo aver mescolato utilizzate il composto per ricoprire la carne.

In un tegame sciogliete il burro e fatevi rosolare la carne, stando attenti a non punzecchiarla.

Adagiatelo poi sulla graticola del forno già caldo, disponendo sotto un raccoglitore che raccoglierà i succhi di cottura. Lasciate cuocere la carne alla massima temperatura per 10 minuti, bagnandola ogni 4-5 minuti con il suo stesso succo. Dopo i primi 4-5 minuti di cottura, bagnate il roast-beef con il rosso.

Passati i 10 minuti, abbassate la temperatura del forno a 200°, salate la superficie del roast-beef e continuate la cottura per altri 10 minuti, continuando a inumidire la sua superficie ogni 5 minuti. A cottura ultimata, estraete il roast-beef dal forno,adagiatelo  e avvolgetelo in un foglio di alluminio e lasciatelo riposare per 10 minuti, per consentire ai liquidi in esso contenuti di defluire verso l’esterno e alle fibre della carne di rilassarsi, ammorbidendosi.

 

Pasta con l’avocado

Sembra pesto, ma non lo è. È pasta all’avocado. So che sembra un’idea strana, ma vale la pena di provarla. O per lo meno, vale la pena se vi piace il guacamole, vi piace la pasta e vi piace il basilico, questa fa per voi. L’ho fatta ieri sera, mentre dicevo “ciao” a malincuore a un bellissimo weekend di sole. L’anticiclone che ci ha regalato un venerdì e un sabato di quelli da stare seduti fuori sotto i portici se ne è andato e sono iniziati a cadere dei goccioloni di pioggia che hanno tirato giù le temperature. Oggi il tempo è uno schifo, grigio e piovoso. Più autunnale che primaverile. E così sarà fino a giovedì, dicono. Una bella rottura.

Ma torniamo alla pasta con l’avocado. L’idea mi è venuta spulciando tra delle ricette online. Avevo un avocado che mi girava per casa e che stava per passare a miglior vita, quindi ho deciso di prendere due piccioni con una fava e provare la ricetta

Per due persone:

180 gr. spaghetti
1 avocado
2 spicchi d’aglio, tritati
Un bel mazzo di basilico, tritato
1/2 lime
1 peperoncino

Cuocete gli spaghetti normalmente, e tenete da parte una tazza dell’acqua di cottura.

Mettete l’avocado, l’aglio, il basilico, il peperoncino e un po’ di sale nel frullatore e frullate fino a quando ottenete un composto cremoso. Condite col succo di lime.

Quando la pasta è pronta condite con la crema di avocado, aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura per diluire.

Uova in cocotte

Non sono sparita dalla faccia della terra. Ho avuto una di quelle influenze coi fiocchi, di quelle con febbrone, tosse rombante e altre piacevolezze. Voglia di cuinare (e di scrivere sul blog) zero. Appetito? Anche quello scarso. E dire che di solito sono una che non lo perde mai, nemmeno quando e’ malata. Ma a ‘sto giro ero proprio k.o. Una chiavica. E la cosa che mi seccava di piu’, mentre me ne stavo in stato semivegetativo sul divano, era che fuori c’erano delle giornate spettacolari. Sole, venticello, aria di primavera. Mi soffiavo il naso per la trecentesima volta e pensavo che al di fuori della finestra, alla facciaccia mia, gli uccellini preparassero i nidi e i germogli sbocciassero sugli alberi lungo il lago.

Per la cronaca: non e’ sbocciato un tubo. Pero’ c’e’ un tempo splendido. Sole e 17 gradi, che non saranno tantissimi, ma son sempre qualcosa. Tanto per dire una, in questo momento sono seduta sotto i portici sul lungolago, al mio bar preferito, il Borromini Art Caffe’ di Bissone. Tra pochi minuti il sole arrivera’ a scaldarmi i piedi e anche se non ci sono germogli di sorta, si vede che l’inverno e’ finito. La gente, finalmente, e’ in giro. Ci sono le mamme con le carrozzine, i bambini che giocano vicino alla fontana, i vecchi che si scaldano le ossa al sole. E’ il paese che si risveglia dal letargo. E’ una cosa che nelle grandi citta’ non si nota, ma qui si.

La primavera, ovviamente, si vede anche da altre cose. Dopo mesi di ortaggi invernali, non vedo l’ora di affondare i denti nei primi asparagi, nei ravanelli, nei cipollotti. Abito a uno sputo da Cantello, famosa per gli asparagi bianchi, e attendo con ansia di andare alla sagra di paese a mangiarli. L’idea di un risottino primavera, in questo momento, e’ piu’ allettante che una vacanza al mare. Ok, magari no. Sto esagerando. Comunque e’ molto, molto allettante. In questi giorni, dunque, sto cercando di svuotare il frigo dai rimasugli dell’inverno, per fare spazio alle bonta’ primaverili. Pane secco? Cipolle ormai un po’ “anziane”? Non c’e’ problema. Uova in cocotte e il gioco e’ fatto. Cosi’ la prssima volta le faccio con gli ortaggi primaverili.

Per persona:

1 uovo
Pane raffermo a cubetti, circa 5 o 6 cubetti
Parmigiano grattuggiato, un cucchiaio
1/2 cipolla, a fettine sottili
Sale e pepe
Aneto fresco

Io ho usato questi stupendi cuoci-uova di ceramica che i miei hanno comprato mille anni fa in Inghilterra, ma una comune cocotte va benissimo.

Fare a fettine le cipolle, meterle in fondo alla cocotte, aggiungere i cubetti di pane, il parmigiano e, delicatamente, l’uovo intero crudo. Salare e pepare. Guarnire con l’aneto. Cuocere in forno a 180 gradi per cinque minuti. Sevire immediatamente.